sabato, novembre 26, 2005
Pioniere delle cellule staminali costretto alle dimissioni
Come potete leggere in questa news di Nature, il pioniere delle cellule staminali Suk Hwang Woo, che recentemente ha annunciato la clonazione di un cane per la prima volta, ha rassegnato le dimissioni da tutte le organizzazioni governative in cui era coinvolto, in particolare dalla banca delle Cellule Staminali di cui era presidente. Sembra infatti che abbia infranto una legge sul codice etico della banca e abbia usato ovuli donati da giovani ricercatrici del suo laboratorio e donatori pagati. Il ricercatore comunque si difende dicendo che era in buona fede, non sapendo chi fossero i donatori, anche se la comunità internazionale è scettica sull'argomento.
Lungi da considerare Hwang un mostro che costringeva le sue collaboratrici a donare ovuli, questa storia è emblematica di ciò che è, e non è, uno scienziato: non è solo un ricercatore che non guarda in faccia a niente e a nessuno pur di sfornare articoli su articoli, ma è anche, e prima di tutto, un pensatore, che deve sempre riflettere quali sono le implicazioni etiche del suo lavoro, e le conseguenze sulla comunità internazionale del proprio lavoro.
Questa storia è anche uno spunto interessante sul rapporto che esiste in laboratorio tra il ricercatore principale, Hwang in questo caso, e i suoi subordinati: un rapporto, che , a mio parere, dovrebbe essere il più possibile trasparente, senza forzature dall'alto. Il ricercatore "capo" dovrebbe avere il dovere di far crescere intellettualmente e scientificamente i propri giovani collaboratori, non usarli come risorsa per condurre i propri esperimenti. Mi chiedo: era così necessario prendere ovuli pagando donatori e usando quelli degli assistenti?
Come potete leggere in questa news di Nature, il pioniere delle cellule staminali Suk Hwang Woo, che recentemente ha annunciato la clonazione di un cane per la prima volta, ha rassegnato le dimissioni da tutte le organizzazioni governative in cui era coinvolto, in particolare dalla banca delle Cellule Staminali di cui era presidente. Sembra infatti che abbia infranto una legge sul codice etico della banca e abbia usato ovuli donati da giovani ricercatrici del suo laboratorio e donatori pagati. Il ricercatore comunque si difende dicendo che era in buona fede, non sapendo chi fossero i donatori, anche se la comunità internazionale è scettica sull'argomento.
Lungi da considerare Hwang un mostro che costringeva le sue collaboratrici a donare ovuli, questa storia è emblematica di ciò che è, e non è, uno scienziato: non è solo un ricercatore che non guarda in faccia a niente e a nessuno pur di sfornare articoli su articoli, ma è anche, e prima di tutto, un pensatore, che deve sempre riflettere quali sono le implicazioni etiche del suo lavoro, e le conseguenze sulla comunità internazionale del proprio lavoro.
Questa storia è anche uno spunto interessante sul rapporto che esiste in laboratorio tra il ricercatore principale, Hwang in questo caso, e i suoi subordinati: un rapporto, che , a mio parere, dovrebbe essere il più possibile trasparente, senza forzature dall'alto. Il ricercatore "capo" dovrebbe avere il dovere di far crescere intellettualmente e scientificamente i propri giovani collaboratori, non usarli come risorsa per condurre i propri esperimenti. Mi chiedo: era così necessario prendere ovuli pagando donatori e usando quelli degli assistenti?