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venerdì, gennaio 06, 2006

 
Sono ancora vivo!


Per quei pochi visitatori che incappano in questo blog per caso o perchè ha visto la mia firma su qualche forum, comunico che non sono morto (anche se a Capodanno c'è mancato poco), e nei prossimi giorni ri-incomincerà ad aggiornare il blog. Vi aspettano mirabolanti resoconti di come un poveraccio si prepara per i tre (3) esami che deve affrontare nei prossimi giorni.Buon 2006 a tutti quanti.

lunedì, dicembre 19, 2005

 
Hwang di nuovo nella bufera.

Vi ricordate di Woo Suk Hwang, il pioniere delle cellule staminali dimessosi dalla carica di presidente della Banca delle cellule staminali coreana perchè accusato di aver obbligato le proprie collaboratrici più giovani a donare oociti? Ora lo si accusa anche di aver falsificato i dati relativi al lavoro per il quale ha usato gli oociti prelevati indebitamente, come potete leggere (in inglese) in questa news di Nature.
Di questo caso ne abbiamo parlato oggi nell'ultima lezione del corso di Biologia dello sviluppo tenuto dalla Prof.ssa Silvia Garagna. Il lavoro di Hwang era importantissimo per gli sviluppi nelle cellule staminali e nel loro utilizzo nella terapia cellulare. Egli infatti era riuscito a creare, a partire da cellule staminali derivanti da embrione, 11 tipi cellulari differenziati. E' chiaro che se i risultati si riveleranno veramente falsi, la già traballante credibilità di Hwang crollerà miseramente, e probabilmente la su carriera di ricercatore finirà qui. Da questa storia chi vuole fare ricerca dovrebbe trarre una conclusione importante: in ricerca è necessario essere onesti, per non rischiare di vedere la propria carriera stroncata sul nascere o all'apice del successo. Questo per almeno due motivi: il primo è per meri motivi di carriera, basta una bugia per perdere per sempre di credibilità. La seconda è di ordine etico: come nel doping per lo sport, non è giusto trarre successo dall'inganno e dalle falsità, non solo perchè per avanzare la ricerca deve tenere conto solo della verità, ma anche perchè, sul piano personale, un successo raggiunto indebitamente non è un vero successo.

mercoledì, dicembre 14, 2005

 
Meet Ryuzo Yanagimachi Part 2



"Voi siete diversi dalle macchine perchè siete capaci di sognare, non smettete mai di sognare". E' questo il messaggio forse più importante che il Professor Ryuzo Yanagimachi ci ha lasciato nell'ultimo dei due incontri svoltasi all'Università di Pavia. Una frase che nelle sue intenzioni ci dovrà aiutare nella nostra (si spera) futura carriera di scienziati. Nell'immensa ed evocativa aula Spallanzani il professor Yanagimachi ci ha illustrato i progressi nel campo della clonazione. Se i contenuti non erano nulla di particolare, con una buona scelta nelle divulgazioni sul tema si potevano trovare le stesse informazioni, importantissima è stata la testimonianza in prima persona di un uomo che ha scritto la storia della clonazione. Molto utili sono stati anche i suoi consigli finali sulla carriera di un giovane scienziato e i suoi aneddoti ai tempi delle ricerce su Cumulina, la prima topolina clonata con il nucleo di cellule del cumulo ooforo (sono cellule che accompagnano l'oocita nel suo viaggio nelle tube). Se vi state chiedendo quanti dei vostri lavori saranno pubblicati, sappiate che avere una media del 30% vuol dire aver avuto una carriera brillante (bellissimo il paragone con il Baseball, in particolare Babe Ruth, anche se temo che nell'aula in pochi abbiano capito pienamente l'analogia). Interessante anche il metodo dell'80/20 quando si legge su un argomento: secondo Yana il 20% delle pubblicazioni su di un argomento contengono l'80% delle conoscenze utili. E' quindi importante saper scegliere quali pubblicazioni consultare.
E' un peccato che qui all'Università di Pavia le biblioteche, in particolare quelle di volumi biologici siano poco pubblicizzate, poco accessibili, e in qualche caso totalmente inaccessibili. (sono stato, seppur gentilmente, mandato via dalla biblioteca di un Dipartimento, dicendomi che solo chi lavora lì può consultare, mentre sul sito Internet c'era scritto chiaramente che l'accesso è aperto a tutti, ancora di più se pensiamo che era un dipartimento che apparteneva alla facoltà a cui sono correttamente immatricolato e per cui pago le tasse).

martedì, dicembre 13, 2005

 
E' arrivata S. Lucia




E mi ha portato in regalo un bel portatile Acer 1692. In realtà lo avevo già comprato a Luglio ma lo schermo LCD ha pensato bene di rompersi dopo un mese di utilizzo e l'assistenza Acer è stata così celere da metterci 40 giorni per sostituire uno schermo rotto, facendomi arrivare il computer proprio per il 13 dicembre. In questo momento sono a Pavia e scrivo utilizzando l'ottima connessione Wireless dell'Università. Grazie a questa novità riuscirò ad aggiornare più spesso il blog, a domani per il resoconto del secondo incontro con il professor Yanagimachi.

sabato, dicembre 10, 2005

 
Un impegno concreto: più commenti per tutti




Su segnalazione del buon AleXo del forum di molecularlab.it ( e di cui vi consiglio di visitare il blog per un resoconto di come è la vita in Irlanda) ho provveduto a modificare l'opzione relativa ai commenti sul blog, allargandolo a chiunque passi di qua e boglia mettere un commento, mentre prima era necessario registrarsi alla piattaforma che ospita questo blog. Lo avrei fatto da subito, ma pensavo fosse automatica la libertà di postare commenti per tutti gli utenti, non solo quelli registrati.

giovedì, dicembre 08, 2005

 

Meet Ryuzo Yanagimachi


Martedì 6 Dicembre al Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Pavia, c'è stato il primo di due incontri con lo scienziato giapponese Ryuzo Yanagimachi, che lavora all'università delle Hawaii, e che ha fatto la storia della Biologia dello Sviluppo, interessandosi dapprima dei meccanismi che regolano la meiosi e lo sviluppo delle cellule germinali, poi la fecondazione, nei termini di riconoscimento spermatozoi-oocita, per poi inventare la tecnica dell'ICSI (intra-cytoplasmatic Sperm Injection), una delle tecniche di fecondazione assistita più usate e sicure al mondo. Il primo incontro verteva proprio sull'ICSI e sul lavoro di ricerca del professor Yanagimachi (Yana per gli americani, che avevano difficoltà a pronunciare il suo cognome). Dopo averci fatto venire una forte invidia, mostrandoci il bellissimo campus dove lavora alle Hawaii, il mare cristallino e una temperatura media di 25 gradi all'anno (in una giornata piuttosto uggiosa a Pavia), e averci dato un ripasso sui processi di spermiogenesi e oogenesi, nonchè sulla complessa interazione oocita-spermatozoo durante la fecondazione, Yana è passato a illustrarci i passi che hanno portato a maggiore conoscenza nei processi di fecondazione e all'invenzione dell'ICSI. Con esperimenti dall'impostazione piuttosto semplice, ma che rispondevano a domande importantissime, ma tecnicamente molto difficili, ancor di più se pensiamo che l'attrezzatura per la micromanipolazione di cellule era rudiemntale negli anni '70, Yana è riuscito a dimostrare come l'ingresso dello spermatozoo nell'oocita e il riconoscimento dei due nuclei fosse specie specifico, inserendo uno spermatozoo umano in un oocita di criceto e vedendo che l'oocita cos' fecondato degenerava. Riuscì inoltre a far nascere topi sani inserendo dna di spermatozooi morfologicamente anormali, dimostrando che il dna era integro, inserendo spermatozooi non ancora maturi, e addirittura inserendo spermatogoni, che sono le cellule precursori deigli spermatozoi, con ancora il corredo genetico completo, mentre i gameti (spermatozoi e oociti, ne hanno solo metà). E' riuscito inoltre a conservare spermatozoi sotto-vuoto e disidratati per più di un mese, soluzione molto più economica e semplice del congelamento a -80 gradi che si usa normalmente. E poi passato a illustrarci l'ormai famoso esperimento della pecora Dolly; il prossimo incontro sarà proprio sulle tecniche di clonazione. Conclude dicendoci che il suo sogno sarebbe quello di indurre le cellule somatiche a diventare spermatozoi o oociti, in modo da curare tutti i tipi di sterilità, come per chi non produce cellule germinali. In questa lezione magistrale, il professor Yanagimachi ci lascia insegnamenti importanti, al di là delle sue scoperte scientifiche: ci ha esortato a farsi sempre delle domande, anche le più stupide (lui le ha definite "Crazy Question") e a credere in ciò che si fa, anche andando contro il parere del proprio superiore in laboratorio. A suo parere il futuro sta nei confini tra una disciplina e l'altra, anche se secondo lui la biologia sta a fondamento di tutte, perchè qualsiasi comportamento ha origine biologica ( e qui sono completamente d'accordo con lui); ci consiglia quindi di non ridurci solo alla biologia, ma di cercare di specializzarci anche in altre discipline. Ci consiglia anche di non affezionarci troppo alle teorie, che tendono ad essere ideate troppo presto e mantenute testardamente, magari tralasciando esperimenti che la contraddicono. In conclusione devo dire che è stata una bellissima esperienza, non capita tutti i giorni di incontrare un uomo che è citato più volte nel tuo libro di testo di Biologia dello sviluppo (il Gilbert per la cronaca), un uomo la cui umiltà è evidente nel suo pensiero e nella sua persona, anche se potrebbe prendere il Nobel da un momento all'altro.

sabato, dicembre 03, 2005

 
Voglio andare al MIT!

In questa news presa dal sito molecularlab.it (sito italiano sulle scienze biologiche che vi consiglio, in particolare il forum che piano piano si sta popolando) si annuncia il progetto di un nuovo istituto dedicato allo studio delle Neuroscienze, un complesso di 38mila mq a Cambridge, città del New England vicino a Boston che ospita anche Harvard. Un area da sogno, cito dalla news
vicino al Broad Institute per la genetica, al Media Lab e a circa 150 società private attive nel settore delle biotecnologie.
150 società biotecnologiche! Credo che in tutta Italia non esistano 150 industrie biotecnologiche.
si muove nel solco della tradizione del Mit, con grande attenzione all'approccio interdisciplinare e ai contatti fra gli scienziati. Metterà quindi insieme ricercatori che affrontano i misteri del cervello a livelli molto diversi, da quelli che studiano le molecole a quelli che si occupano della memoria.
Insomma, il posto dove qualunque persona appassionata di scienze, in particolare biologiche, vorrebbe studiare e lavorare. Almeno, il posto dove personalmente mi piacerebbe stare, un centro di sapere, ricerca e scambio attivo di idee. Il primo pensiero che mi è balenato nella testa quando ho letto la news è stata: perchè anche in Italia non abbiamo strutture così all'avanguardia. La materia prima, i cervelli, non ci manca, anzi, ne mandiamo tantissimi all'estero, perchè anche noi non riusciamo a creare un "Mit italiano"? Il discorso è complesso sotto molti punti di vista: innanzitutto il sistema universitario americano non è comparabile con quello italiano, sia per la durata degli studi sia per come è inteso l'apprendimento. Tanto per dirne una, nei primi 2 anni di università, in America si può scegliere liberamente i corsi da fare e solo dopo scegliere in cosa laurearsi. Questo perchè la preparazione delle High School è inferiore a quella offerta dalle nostre scuole superiori, in particolare i licei. Inoltre in America ogni Università, anche la più scarsa, è organizzata modello Campus, mentre in Italia restiamo ancorati ai vecchi palazzoni in centro, in particolare per quanto riguarda le materie Umanistiche. Solo recentemente si sta facendo qualcosa in questa direzione, vedi il mirabile esempio di Parma e di Pavia (con la Nave di Ingegneria e il Palazzo Botta 2 in costruzione).
Inoltre l'Università americana costa parecchio denaro: si parla di 20.000 dollari l'anno in media, pur tenendo conto che loro calcolano questa quota comprendendo tutto, ed intendo proprio tutto, vitto alloggio e libri oltre alle tasse universitarie e amministrative. Insomma, nelle università americane entra più denaro, tanto che forse non riusciremo mai a salire al loro livello. Che fare? i tentativi di creare un Mit Italiano ci sono stati e in alcuni casi si stanno attivando: sto pensanso all'IIT di Genova e all'IMT di Lucca. Purtroppo però, queste pur mirabili iniziative sono viziate da polemiche circa la loro realizzazione: c'è la paura infatti che questi istituti siano stati fatti solo per accontentare il politico che ha interessi a mantenere il suo feudo in quella zona, sto pensando a Lunardi per quanto riguarda l'istituto di Lucca, oppure siano soltanto delle borse di studio nelle varie università (l'IIT non ha ancora una sua sede definita, ed è stato creato nel 2003). Ci sarebbe da parlare per ore, e non ho neanche citato la situazione disastrosa in cui versa il CNR. Il mio parere è, invece di creare nuovi istituti e agenzie, riformare quelli già esistenti che funzionano male, magari alleggerendo la pressione politica scegliendo come direttori dei tecnici con comprovata fama scientifica, fuori dai giochi di potere, locali o nazionali che siano.



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